Circolare del ministero Il ministero: «si ritiene necessario applicare le misure di vigilanza nei confronti del personale di organizzazioni governative, non governative, e cooperanti, impiegati nel Paese interessato dal focolaio, provenienti da tutti i territori della Repubblica democratica del Congo e dell’Uganda»di Redazione Salute19 maggio 2026“In considerazione delle attuali incertezze riguardo alla grandezza e alla diffusione geografica” dell’epidemia di malattia Ebola da virus Bundibugyo nella Repubblica democratica del Congo, con casi segnalati anche in Uganda, “della potenziale gravità dell’infezione e della mancanza di terapie o vaccini specifici approvati per il virus Bundibugyo, nel rispetto del principio di massima cautela, si ritiene necessario applicare le misure di vigilanza nei confronti del personale di organizzazioni governative, non governative, e cooperanti, impiegati nel Paese interessato dal focolaio, provenienti da tutti i territori della Repubblica democratica del Congo e dell’Uganda”.Circolare per gli operatori sanitari e delle ong È quanto prevede una circolare del ministero della Salute per gli operatori sanitari e non, impiegati in attività di cooperazione e supporto sanitario o logistico in ong e altre organizzazioni attive nelle aree colpite dal focolaio e per i cooperanti che erogano servizi di tipo sanitario, assistenziale e logistico, impiegati nelle stesse aree.Da compilare modello di dichiarazione sanitariaNel documento, firmato dal capo del Dipartimento della prevenzione, della ricerca e delle emergenze sanitarie Maria Rosaria Campitiello, vengono allegati un modello di dichiarazione sanitaria, “essenziale per la tracciatura ai fini di sanità pubblica della persona in arrivo”, da sottoscrivere a cura del responsabile dell’organizzazione, o del singolo progetto, in caso di personale di Ong o di altre organizzazioni e da inviare al ministero della Salute con almeno 48 ore di anticipo rispetto alla partenza dalla zona affetta. Il modulo “dovrà riportare - in seguito ad autodichiarazione del cooperante - che lo stesso non manifesta sintomi”.La scheda anamnesticaE viene allegata anche una scheda anamnestica per la registrazione dei dati dello screening primario, da compilare direttamente dalla persona in arrivo e dal medico dell’Ufficio di sanità marittima, aerea e di frontiera Usmaf-Sasn territorialmente competente.Nel caso in cui il cooperante rientrasse in Italia con mezzi che non prevedono ingresso aeroportuale (treni, bus, auto propria) la stessa scheda dovrà essere compilata dal medico dell’Asl di riferimento con le informazioni acquisite al momento dell’attivazione della sorveglianza, si spiega nella circolare.