«Chiudere la carriera all’Inter? Sicuramente vorrei. Non ho ancora le chiavi di Appiano, ma quasi...». Con il sorriso di chi ha appena alzato al cielo lo scudetto della seconda stella e la Coppa Italia, Lautaro Martinez si racconta e ribadisce il suo legame profondo con il club nerazzurro.In un’intervista alla Gazzetta dello Sport, il capitano dell’Inter non nasconde il desiderio di restare a lungo a Milano: «Con la mia famiglia siamo felici, abbiamo anche un ristorante, i bambini vanno a scuola e hanno i loro amici. Oggi per me è difficile immaginarmi da un’altra parte. Nel calcio non si sa mai, ma se non mi mandano via io rimarrò qui».“Oggi mi sento libero in campo”
L’attaccante argentino parla anche del momento straordinario che sta vivendo: «Mi sento molto felice e sicuro quando gioco. Mi muovo con grande spensieratezza, anche a livello tattico. Prima non era così».Dietro la crescita del numero 10 interista c’è anche un importante lavoro personale, affrontato con il supporto di uno psicologo. Lautaro racconta infatti di aver vissuto periodi complicati, soprattutto fuori dal campo.Il rapporto con lo psicologo
«Ho avuto tanti problemi personali, soprattutto prima che nascesse mia figlia. La terapia mi ha aiutato a gestire i momenti in cui non facevo gol. Certe volte dubitavo di me stesso, se fossi ancora in grado di giocare a calcio, se meritassi di essere il 10 dell’Inter».Parole profonde, che raccontano anche il lato più fragile del campione argentino: «Pensate dove può arrivare la mente umana. Lì ho capito che avevo bisogno di supporto, perché mi stavo infilando in un tunnel».Lautaro ha spiegato di essere seguito ancora oggi dallo psicologo della società, che lo ha aiutato anche durante il recente infortunio: «Mi ha sostenuto nei 46 giorni di stop, che non sono stati semplici».










