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4 MAGGIO 2026

Ultimo aggiornamento: 10:40

Sofferenza, lavoro, orgoglio. Le tre parole chiave di Lautaro Martinez per descrivere lo scudetto dell’Inter. La squadra campione d’Italia è a immagine e somiglianza del suo capitano. Insieme a lui si è trascinata fuori dal pantano – Cristian Chivu l’aveva definito in un altro modo… – che sembrava aver macchiato e inibito il ciclo nerazzurro. Nella notte di Monaco, dopo la batosta con il Psg, Lautaro ha sofferto insieme al suo popolo: “È il dolore più profondo che abbia mai provato”. Poi però si è preso l’Inter sulle spalle, con i suoi gol e la sua abnegazione in campo le ha sussurrato di non avere paura anche quando i fantasmi sembravano tornati. “Oggi è tutta felicità, lavoro fatto, non era semplice ripartire dopo quella stagione molto dura. Sono felice e contento di questo traguardo”, ha detto il capitano durante la festa scudetto ai microfoni di Dazn.

Quante volte nelle sue frasi è tornata la parola “lavoro“. Un concetto che si è inculcato in testa fin dal suo arrivo a Casa Tita, dove crescono i talenti del Racing, per poi sbocciare sotto gli occhi di Diego Milito, che gli ha suggerito la strada nerazzurra. Questa Inter, come il suo capitano, magari non riesce a brillare nelle grandi notti dei big match. Ma con sudore e forza ha portato a casa tutti i punti necessari, fino a dominare il campionato. ” Era un obiettivo importantissimo per noi, non ci davano per favoriti dopo l’anno scorso ma abbiamo lavorato nello spogliatoio e in campo“. Appunto.