La gigantesca macchia solare sul lato nascosto del Sole. Credit: ESA/NASA/SolO/PHI TEAM/spaceweather.com
Sul lato nascosto del Sole, cioè quello temporaneamente non visibile dalla Terra, c'è una macchia solare talmente grande che risulta ben visibile anche da Marte, nelle immagini catturate dai rover della NASA. Questa complessa regione, caratterizzata da diversi nuclei oscuri, nei prossimi 5 o 6 giorni girerà in direzione del nostro pianeta, aumentando le probabilità di potenziali e significative tempeste geomagnetiche. A differenza della Luna che è in rotazione sincrona con la Terra, infatti, il Sole non ha un lato nascosto “perenne”, perché ruota su se stesso e il nostro pianeta gli gira intorno senza sincronia. Ricordiamo che la rotazione del Sole è differenziale, ciò significa che alcune parti della stella sono più veloci e altre più lente: l'equatore, ad esempio, impiega 25 giorni, i poli circa 35.
Ciò che è certo è che il “mostro” che in questi giorni si nasconde sulla faccia che non possiamo vedere dalla superficie terrestre, perlomeno non direttamente, lo sarà entro una settimana. Poiché si tratta di una macchia solare particolarmente attiva, che ha già dato vita a potenti brillamenti – compresi dei classe X, i più energetici in assoluto – ed espulsioni di massa coronale (CME), non è impossibile prevedere che quando metterà la Terra “nel mirino” possa dar vita a tempeste solari e aurore polari a basse latitudini. In sostanza, nei prossimi giorni potremmo vedere di nuovo l'aurora boreale nei cieli italiani, qualora si manifestassero le giuste condizioni. Il lato nascosto del Sole. Credit: ESA/NASA/SolO/PHI TEAM/spaceweather.com Sappiamo dell'esistenza di questo colosso grazie ai dati raccolti dai veicoli spaziali, in particolar modo dalla sonda Solar Orbiter (SolO) dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA) e della NASA, lanciata nello spazio nel 2020 a bordo di un potente razzo Atlas V. In un'animazione condivisa dal portale specializzato in meteo spaziale spaceweather.com si può vedere l'evoluzione della macchia solare nell'arco di tre giorni attorno alla metà di maggio. A confermare la sua imponenza anche lo scatto ottenuto il 16 maggio dal rover Perseverance della NASA dal cratere Jezero, sulla superficie del Pianeta Rosso.








