Il presidente Donald Trump ha annunciato di aver rimandato un attacco militare contro l’Iran perché sono in corso «seri negoziati» per porre fine alla guerra. «Sembra esserci un’ottima possibilità che possano trovare una soluzione. Se possiamo farlo senza bombardarli pesantemente, sarei molto contento», ha detto il presidente Usa alla Casa Bianca nella serata del 18 maggio.

Ai giornalisti, Trump ha detto di aver pianificato «un attacco molto importante», ma di averlo rimandato «per un po’, si spera, forse per sempre». E a convincerlo sono stati i paesi arabi del Golfo, i quali hanno chiesto al tycoon di aspettare due o tre giorni perché ritengono di essere vicini a un accordo con l’Iran. In serata la portavoce della Casa Bianca ha ribadito che la linea rossa per Washington è l’uranio arricchito. Per un accordo c’è bisogno che l’Iran rinunci totalmente alle sue ambizioni nucleari.

Intanto, Il leader dei Democratici al Senato federale Usa, Chuck Schumer, ha annunciato che questa settimana verrà presentata per l'ottava volta una «risoluzione sui poteri di guerra» per limitare la capacità del presidente Trump di proseguire il conflitto senza autorizzazione del Congresso.

Guerra, tradimenti e basi militari. Il futuro incerto degli Usa nel Golfo