Finora gli investimenti promessi da Toyota avevano riguardato i suoi hub produttivi in Kentucky e Indiana, ma adesso emerge Project Orca, piano da 2 miliardi di dollari per 2mila nuovi posti di lavoro in Texas. La Casa nipponica potrebbe riportare al di qua dei confini Usa modelli destinati in precedenza agli stabilimenti messicani confermandosi uno dei marchi esteri più attenti a soddisfare i diktat trumpiani

Finora Toyota, oltre a essere uno dei marchi più ostili alla mobilità elettrica intesa come unica soluzione per il futuro dell’auto, è stato pure il gruppo che ha fatto il maggior numero di annunci volti a soddisfare le richieste del presidente americano Donald Trump che, è noto, sta minacciando con alti dazi (ancora in vigore le tariffe al 25 per cento sull’auto) tutte le aziende estere nella speranza che impiantino su suolo americano la propria filiera.

L’ultimo annuncio fatto in tal senso dal principale marchio al mondo per volumi di vendita (primato che potrebbe presto perdere a causa della baldanza cinese, da qui la decisione strategica di aumentare il presidio negli Usa, mercato che esclude l’auto mande in China) prevede un investimento monstre di circa 2 miliardi di dollari.