Toyota è pronta ad aprire le porte del mercato giapponese alle sue auto prodotte negli Stati Uniti a partire dal 2026, una mossa pensata, tra l'altro, per rispondere alle pressioni dell'amministrazione Trump per ridurre il deficit commerciale tra i due Paesi.
Nello specifico, il leader mondiale per volumi di vendita ha annunciato l'intenzione di importare in Giappone tre modelli statunitensi: la berlina Camry, venduta in Giappone fino al 2023, il modello Suv Highlander, ritirato dal mercato domestico nel 2007, e il pickup Tundra, inedito in Giappone.
La decisione, resa nota in un comunicato stampa, non è soltanto una manovra di marketing, dicono gli analisti.
Washington accusa il Paese del Sol Levante di erigere barriere non tariffarie che limitano la penetrazione delle auto americane, e lo scorso ottobre, durante il vertice a Tokyo tra la premier Sanae Takaichi e Donald Trump, il Giappone si è impegnato ad accettare veicoli certificati negli Usa senza ulteriori test di omologazione.
In queto modo il piano di Toyota le consentirebbe dunque di ricalibrare i flussi commerciali a proprio vantaggio, oltre ad inserirsi in un contesto più ampio, con Honda e Nissan che valutano di seguire la stessa strada.






