Antonella di Ielsi e Gianni Di Vita con le due figlie

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Sara delirava e la madre non parlava, si è limitata a dire qualche parola ma era evidente che la situazione fosse già grave. È questa la situazione che – come apprende Fanpage.it – si è trovato davanti l'infermiere 55enne Gianni, quando il 26 dicembre si è recato a casa di Antonella Di Ielsi e di sua figlia Sara Di Vita. Lo ha spiegato lui stesso durante l'interrogatorio di lunedì 18 maggio presso la Questura di Campobasso. L'uomo si era recato nell'abitazione che le due donne condividevano a Pietracatella con Gianni e Alice Di Vita.

Durante le centinaia di interrogatori eseguiti dagli investigatori della Polizia di Stato di Campobasso uno dei più attesi era proprio quello con l'infermiere. Quando quest'ultimo, in forze presso l'ospedale Cardarelli di Campobasso, è arrivato a casa Di Ielsi-Di Vita si è trovato davanti a una situazione tanto grave da suggerire lui stesso alle due donne di andare immediatamente al pronto soccorso, proprio in ragione di un quadro estremamente problematico. Era evidente già in quella fase che non potesse essere un semplice caso di gastroenterite.

Durante la testimonianza rilasciata in Questura, l'infermiere ha parlato di uno stato "delirante" in cui si trovava la 15enne Sara, mentre leggermente meno gravi – ma ugualmente preoccupanti – sarebbero state le condizioni della madre Antonella, che risultava poco reattiva e non parlava, o parlava solo a tratti. L'uomo, oltre a descrivere la situazione delle due, ha anche chiarito di aver controllato scrupolosamente le flebo che ha somministrato loro, escludendo che la contaminazione da ricina possa essere avvenuta tramite queste.