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Federico Fubini e Stefano Montefiori, corrispondente da Parigi

Al vertice in Francia il confronto con i ministri delle Finanze

PARIGI - «Sarà un processo lungo, purtroppo, mentre l’urgenza richiederebbe un tempo diverso. Siamo però consapevoli che sarà lungo perché coinvolge Paesi e situazioni diverse», dice il ministro Giancarlo Giorgetti, a Parigi per il G7 Finanze che si concluderà oggi. La possibilità che l’Europa estenda la clausola all’energia non fa certo parte dell’agenda del vertice, ma è interesse dell’Italia approfittare dell’occasione per parlarne con i partner Ue. Nelle pause dei lavori, il ministro Giorgetti si è confrontato su questo tema con il collega francese Roland Lescure e il tedesco Lars Klingbeil, oltre che con il vicepresidente della commissione Valdis Dombrovkis. Il dialogo continua.

Sono venti i Paesi dell’Unione europea che hanno introdotto forme di sostegno ai consumatori di carburanti dopo la chiusura dello Stretto di Hormuz. Fra questi, l’Italia è il solo ad aver chiesto l’attivazione di una «clausola di uscita generale» (general escape clause, nel gergo di Bruxelles) dai vincoli classici delle regole di bilancio a causa dello strappo sui prezzi dell’energia. Ma la situazione per il momento è profondamente diversa da quella del 2022, quando l’aggressione della Russia all’Ucraina innescò l’ultimo choc sui prezzi del petrolio e del gas. Allora le quotazioni salirono almeno del 40% più di oggi, una volta corrette per gli effetti dell’inflazione accumulatasi da allora; per attutire il colpo su famiglie e imprese i governi europei spesero in sussidi l’equivalente del 2,6% del prodotto lordo dell’area, anche perché le regole di bilancio erano ancora sospese dopo la pandemia.