HomeAnconaCronacaAppello di 20 associazioni: "Disabili, meno posti letto e più assistenza in casa"Documento inviato alla Regione per chiedere un cambio nella gestione delle fragilità "Curare non significa soltanto collocare, ma percorsi calibrati sulle singole necessità".Documento inviato alla Regione per chiedere un cambio nella gestione delle fragilità "Curare non significa soltanto collocare, ma percorsi calibrati sulle singole necessità".Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciLe Marche sono a un bivio cruciale per il futuro del welfare. L’imminente varo del nuovo piano di fabbisogno sociosanitario regionale e cioè lo strumento che ridisegnerà i servizi diurni e residenziali per disabilità, demenze, anziani non autosufficienti, salute mentale e dipendenze, fermo ormai a nove anni fa, sta sollevando un’ondata di profonda preoccupazione tra chi il territorio lo vive e lo sostiene ogni giorno. Ben venti organizzazioni marchigiane, guidate dal Gruppo Solidarietà, responsabile Fabio Ragaini, hanno deciso di fare fronte comune firmando un documento-appello stringente e accattivante indirizzato alla Regione Marche. Il messaggio è chiaro, concreto e privo di giri di parole: "L’aumento dei sostegni non può e non deve tradursi automaticamente in un aumento indistinto di letti e istituti – spiega Ragaini – Curare non significa semplicemente ‘collocare’, e potenziare l’assistenza non significa moltiplicare i grandi centri di degenza". Va sostenuto insomma anche chi sceglie il domicilio come luogo di vita.
Appello di 20 associazioni: "Disabili, meno posti letto e più assistenza in casa"
Documento inviato alla Regione per chiedere un cambio nella gestione delle fragilità "Curare non significa soltanto collocare, ma percorsi calibrati sulle singole necessità".








