Colpendo l’area di Mosca a oltre cinquecento chilometri dal confine ucraino, l’Ucraina ha dimostrato di poter raggiungere senza problemi il cuore industriale della Russia. Nella notte fra il 16 e il 17 maggio, i droni ucraini sono arrivati a impianti strategici di carburante essenziale per i trasporti dell’apparato militare russo e strutture tecnologiche collegate alla produzione di componenti per armi. Centinaia di velivoli senza pilota sono stati lanciati verso il territorio russo in una delle più vaste operazioni ucraine con droni a lungo raggio dall’inizio dell’invasione su larga scala nel 2022.
Il ministero della Difesa russo ha rivendicato l’abbattimento di alcuni droni nel corso dell’attacco ucraino, ma la penetrazione dello spazio aereo più protetto del Paese è avvenuta. Secondo Kyjiv, sono stati raggiunti gli obiettivi previsti. Tra questi c’è la raffineria di Mosca, nel distretto sudorientale di Kapotnya. È un impianto importante perché rifornisce la capitale e contribuisce alla distribuzione di carburante. L’attacco ucraino avrebbe coinvolto anche stazioni di pompaggio dell’anello petrolifero attorno a Mosca, infrastrutture che servono a muovere benzina e diesel lungo la rete energetica della regione. A nordovest, nella città satellite di Zelenograd, uno dei poli tecnologici storici della Russia, Kyjiv ha colpito anche l’impianto Angstrom, associato alla produzione di microelettronica e radioelettronica, settori importanti perché alcuni componenti possono essere usati nei sistemi d’arma di precisione.












