Redazione
18 maggio 2026 13:46
L'ospedale Sant'Andrea (foto d'archivio)
Aggressione choc all'ospedale Sant'Andrea questa mattina. Una esplosione di violenza al Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura (Spdc) dell’azienda ospedaliero-universitaria Sant’Andrea di Roma. Un paziente, già noto per continui ricoveri e per una lunga scia di aggressioni precedenti ai danni del personale, ha brutalmente aggredito l'équipe in turno. Il bilancio è importante: uno schiaffo alla dottoressa responsabile del reparto, un medico colpito al volto con violenza (riportando la rottura del labbro) e due infermieri presi a pugni. Lo denuncia Confintesa Sanità. Sul posto, chiamati dal personale sanitario, sono intervenuti gli agenti dei commissariato Ponte Millvio e Flaminio.Uomo già trasferitoL’episodio appare ancora più grave alla luce dei pregressi: l’uomo era stato dimesso e trasferito in una clinica solo pochi giorni fa, da cui è stato immediatamente riallontanato e ricondotto al Sant’Andrea dopo aver aggredito un operatore della struttura ospitante. Oltre alla violenza, Confintesa Sanità denuncia "un gravissimo e inaccettabile fallimento dei sistemi di sicurezza interna. Gli orologi dotati di pulsante anti-aggressione in dotazione al personale, infatti, non hanno funzionato. La giustificazione addotta dal responsabile del Servizio di prevenzione e protezione (Rspp), secondo cui la collocazione del reparto al terzo piano seminterrato causerebbe problemi strutturali di connessione, è per la scrivente sigla sindacale una scusa intollerabile che mette a repentaglio la vita dei lavoratori".Picchiati, aggrediti e minacciati: le storie al limite degli operatori 118 di RomaLa denuncia del sindacatoSulla vicenda è intervenuta duramente Sandra Di Blasio, segretaria provinciale di Roma di Confintesa Sanità: "Siamo di fronte all'ennesima cronaca di un disastro annunciato, ma stavolta si è sfiorata la tragedia. Non è ammissibile che medici e infermieri debbano recarsi al lavoro con l'angoscia di essere usati come sacchi da pugili. Dire che i dispositivi salvavita non funzionano 'perché siamo al seminterrato' è un’offesa alla dignità e alla sicurezza dei professionisti della salute. Se un reparto è isolato, i sistemi di comunicazione vanno potenziati, non lasciati al caso. Questo paziente non doveva trovarsi lì: siamo davanti al collasso evidente della sanità territoriale".Sovraccarico insostenibileConfintesa Sanità sottolinea con forza come l’Spdc del Sant’Andrea, così come i restanti reparti regionali, sia vittima di un sovraccarico insostenibile dovuto alle croniche carenze della salute mentale sul territorio. Strutture d'emergenza nate per la gestione delle acuzie si trovano sistematicamente a fare da "parcheggio" per soggetti cronici e violenti che necessiterebbero di altre allocazioni, percorsi protetti e strutture dedicate a lungo termine, che la rete territoriale non è più in grado di garantire.Serve una risposta urgenteIl sindacato si è già attivato per le vie brevi contattando direttamente la direttrice generale dell'azienda, dottoressa Francesca Milito e il direttore sanitario, dottor Gallo, esigendo un intervento immediato di messa in sicurezza del reparto e il tassativo coinvolgimento delle strutture territoriali per trovare una sistemazione adeguata e definitiva al paziente. "La direzione aziendale deve agire ora, senza indugi o rimpalli di responsabilità - conclude Sandra Di Blasio - Chiediamo il ricollocamento immediato del paziente in una struttura idonea e il ripristino istantaneo di sistemi di allarme funzionanti al 100%. Se non arriveranno risposte concrete e immediate a tutela dei lavoratori, siamo pronti a proclamare lo stato di agitazione e a portare la protesta in tutte le sedi competenti".






