Sette operatori tra medici e infermieri aggrediti al pronto soccorso dell’ospedale di Ciriè. Alcuni con importanti danni fisici e con prognosi di più giorni. Ieri un paziente avrebbe colpito con calci e pugni i sanitari che hanno provato ad accoglierlo. Aggredito anche il primario. Sul posto sono intervenuti i carabinieri. Pare poi che il paziente fosse già protagonista di azioni violente nei confronti del personale sanitario, come denuncia Giuseppe Summa del Nursind Torino.

“Non possiamo più tollerare che la sicurezza del personale sanitario sia affidata al caso” commenta Marco Boccacciari, referente sindacale Nursing Up per l’Asl To4. “Gli operatori non possono entrare in servizio con la consapevolezza che potrebbero essere aggrediti da un momento all’altro. La direzione aziendale è stata più volte messa al corrente della situazione, ma non sono seguite azioni concrete: solo parole. Ora è la Regione che deve assumersi la responsabilità e pretendere un cambio di passo immediato".

Il sindacato sottolinea poi che la gravità di quanto accaduto a Ciriè non rappresenta un episodio isolato, ma "il riflesso di una condizione diffusa in molti pronto soccorso piemontesi, dove la carenza di personale e la mancanza di misure di sicurezza efficaci alimentano tensione e rischi quotidiani".