Ma.Cif.

18 maggio 2026 12:05

Il luogo del tentato omicidio

È in fin di vita in ospedale una donna di 68 anni strangolata e accoltellata dal compagno di 72 al culmine di una lite in casa. Un tentato omicidio maturato alle prime ore di domenica mattina fra le mura domestiche di un'abitazione di Labico, in provincia di Roma. Trovato con le mani sporche di sangue l'uomo ha ammesso le proprie responsabilità ed è stato arrestato dai carabinieri di Colleferro.Erano da poco trascorse le 6:00 di ieri mattina quando il 72enne di Labico, al culmine di una lite, insorta senza un apparente motivo, si è scagliato violentemente sulla donna, tentando dapprima di strangolarla e colpendola poi con un coltello, procurandole gravi ferite al volto. La vittima è riuscita a rifugiarsi in una stanza dell'abitazione, e da lì è riuscita ad allertare contestualmente la figlia del convivente e 112, segnalando la situazione di pericolo di vita imminente.Con le mani sporche di sangueSul posto sono intervenuti in pochi minuti i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Colleferro, riuscendo a neutralizzare la grave situazione di pericolo prima che potesse degenerare ulteriormente. L'uomo è stato bloccato senza opporre resistenza e, fin dai primi istanti, ha ammesso le proprie responsabilità.In ospedale in fin di vitaLa donna è stata affidata alle cure del personale medico del 118 e trasportata d'urgenza all'ospedale di Palestrina. Le sue condizioni, tuttavia, si sono rivelate più gravi del previsto ed è stata quindi trasferita al policlinico Umberto I di Roma, dove si trova tuttora ricoverata in prognosi riservata.Tracce di sangue e coltello in casaSull'abitazione si sono concentrati successivamente i rilievi tecnico-scientifici a cura degli investigatori dell'Arma che hanno provveduto a cristallizzare le tracce dell'aggressione. Le copiose macchie di sangue, la posizione del coltello e degli indumenti hanno permesso di ricostruire con precisione la dinamica dei fatti. Al termine del sopralluogo, l'abitazione, i telefoni cellulari e l'arma del delitto sono stati posti sotto sequestro.In carcereL'arrestato, al termine delle formalità di rito, è stato portato nel carcere di Velletri, a disposizione del magistrato di turno per la convalida da parte del Gip.