Redazione

18 maggio 2026 17:14

Foto di gruppo con la sindaca Salis

Ha preso ufficialmente il via il Simposio Mondiale della Wftc (World Federation of Therapeutic Communities), - un evento internazionale organizzato in tandem con la Fondazione Ceis Genova e la Fict - che fino al 20 maggio porterà all'ombra della Lanterna oltre duecento esperti e professionisti da ben cinque continenti. La sessione inaugurale ha fatto registrare il tutto esaurito, segno di come il tema tocchi corde sensibilissime nel nostro tessuto sociale. Al centro del dibattito ci sono le sfide più dure dei nostri giorni: il disagio giovanile, le tossicodipendenze e lo spauracchio sempre più concreto delle nuove droghe sintetiche.La "Carta di Genova": la bussola per i prossimi dieci anniIl claim forte arrivato da Palazzo Ducale è chiaro: la tossicodipendenza non è (e non può essere) solo una questione di sicurezza o di ordine pubblico. È un tema che richiede risposte integrate. A fare gli onori di casa c'era la sindaca di Genova, Silvia Salis, che ha sottolineato il dna solidale della nostra città: "Genova ha una lunga tradizione di attenzione alle fragilità, alla cura, all’accoglienza e all’inclusione sociale - ha detto -. Ospitare questo Symposium è un riconoscimento per tutti coloro che dedicano la loro vita agli altri. Dobbiamo intercettare prima le situazioni di fragilità. La Carta di Genova 2026-2036, che nascerà da questo incontro, legherà il nome della nostra città a un percorso internazionale di grande valore".Un vero e proprio manifesto programmatico per il prossimo decennio, che guiderà le istituzioni locali e mondiali. Sul palco, a rimarcare l'importanza del summit, si sono alternati pesi massimi delle istituzioni e del terzo settore: dal vicepresidente Wftc e presidente del Ceis Genova Enrico Costa, all'arcivescovo Marco Tasca, fino al segretario del Consiglio dei ministri Alfredo Mantovano e al presidente della Regione Liguria Marco Bucci.Il lavoro di squadra sul territorioIl Comune ha mostrato una sponda strategica tra l'assessorato al welfare e quello alla sicurezza. L’assessora al Welfare, Cristina Lodi, ha rivendicato i passi avanti fatti a livello locale: tavolo sociosanitario attivo (un asse continuo tra Ser.D, Coread e i vari Municipi), la sinergia con la prefettura attraverso un tavolo tecnico per mappare i nuovi fenomeni e non farsi trovare impreparati. Obiettivo zero solitudine: "La Carta finale sarà un documento fondamentale per impostare le nostre nuove politiche sociali e non lasciare nessuno da solo", ha spiegato Lodi. In platea, a seguire i lavori, anche l'assessora alla Sicurezza Arianna Viscogliosi.Cosa succede adesso?I delegati sono già divisi in gruppi di lavoro tematici. L'obiettivo? Analizzare le migliori pratiche educative e terapeutiche globali per tradurle in azioni concrete da applicare nei quartieri di tutto il mondo. Genova, per tre giorni, diventa il laboratorio dove si disegna il futuro dell'inclusione sociale.