Il sequestro
Si è conclusa nelle scorse ore, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Livorno, la rimozione dei rifiuti illecitamente accatastati presso l’interporto di Guasticce (nel Livornese) già sottoposti a sequestro da NIPAAF di Prato, ARPAT di Prato e Agenzia delle Dogane di Livorno: si tratta di 444 colli pressati con reggette di plastica contenenti oltre 332 tonnellate di rifiuti tessili, stivati in 10 containers. L’attività, spiegano i carabinieri forestali in una nota, nasce da un accesso a carico di una ditta tessile di Montemurlo, eseguito nel 2023 congiuntamente da NIPAAF, ARPAT e NIL di Prato, che portò alla constatazione di vari illeciti in materia di diritto del lavoro e di diritto ambientale, con la contestazione di una sanzione amministrativa pecuniaria per irregolarità nel Registro carico-scarico rifiuti e la segnalazione all’autorità giudiziaria per l’eccessiva quantità di rifiuti presenti nell’impianto (190 tonnellate) rispetto a quanto autorizzato (110 tonnellate).Ne scaturiva il sequestro preventivo dell’intero capannone e di tutto il materiale depositato, eseguito lo scorso anno, e il contestuale deferimento del legale rappresentante alla Procura della Repubblica di Livorno per i reati di gestione non autorizzata e traffico illecito di rifiuti speciali non pericolosi, costituiti prevalentemente da rifiuti tessili (262 colli pressati) e da mascherine chirurgiche (24 “big bags”) violazione delle prescrizioni contenute nell’atto autorizzativo e falso ideologico. Oltre alla segnalazione in sede penale, al legale rappresentante della ditta è stata imposta la rimozione di tutto il materiale presente all’interno dell’impianto montemurlese al momento del sequestro (nel frattempo asceso a 313 tonnellate rispetto alle 190 tonnellate originarie) per un'operazione terminata lo scorso ottobre. Contestualmente, inoltre, gli inquirenti ponevano sotto attenzione il complesso di attività svolte dalla medesima ditta arrivando a sequestrare una grossa spedizione destinata a paesi extracomunitari in partenza dal porto di Livorno, riscontrando un totale di 332.350 kg di rifiuti tessili. “Anche in questo caso il legale rappresentante della ditta montemurlese veniva deferito all’A.G. di Livorno per reati di natura ambientale oltre a essere obbligato a rimuovere i rifiuti per avviarli a regolare smaltimento – prosegue la nota - iniziava così la lunga fase di classificazione, rimozione e trasporto dei rifiuti dell'Interporto di Guasticce alla sede della ditta montemurlese e da qui ai centri di smaltimento autorizzati. Una procedura conclusasi da pochi giorni con l’ultimo sopralluogo eseguito dalla polizia giudiziaria e, anche in questo caso, totalmente a spese dell’indagato. Complessivamente, le due operazioni di polizia giudiziaria, condotte a Montemurlo e a Livorno ma sempre a carico della medesima ditta, hanno consentito di sottrarre dal ciclo illegale 645 tonnellate di rifiuti pressoché interamente di natura tessile”.











