«La giunta Lo Russo vuole trasformare Torino in una città della guerra». E davanti a Palazzo di Città l'accusa dei manifestanti ha a corredo un cartellone che mostra il sindaco di Torino in un (ovviamente falso) bacio con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Davanti al Comune ci sono circa 250 persone per il presidio a sostegno della Global sumud flotilla. La manifestazione, organizzata in occasione dello sciopero generale indetto per oggi dalla siglia sindacale Usb, rivendica anche diritti del lavoro per diverse categorie. Insieme alle bandiere di Usb, sventolano i drappi di Palestina e Cuba, con quelli del Collettivo autonomo universitario, della lista universitaria Cambiare rotta e delle compagini politiche Potere al popolo e Rete dei comunisti. Davanti al municipio campeggia lo striscione «Blocchiamo tutto, a difesa della Palestina, a sostegno della flotilla, contro il riarmo». Al microfono si parla appunto di Flotilla. «Le barche al momento vengono prese d'assalto dalla marina israeliana. Noi non abbiamo intenzione di fare un passo indietro» E i manifestanti subito comunicano di volersi muovere verso la prefettura: «Andremo in delegazione dal prefetto per dire che l'assalto alla Flotilla deve essere fermato». Poi annunciano anche una manifestazione per stasera: «Oggi alle 18 di nuovo tutti in piazza Castello». Ritorna anche lo slogan «Blocchiamo tutto», caratteristico delle manifestazioni dello scorso autunno. «Lo Russo e Meloni sono amici di Netanyahu. La città di Torino intrattiene rapporti diplomatici con Israele - accusano i manifestanti - Chi può bloccare l'assedio siamo noi».