Pistoia, 19 maggio 2026 – Proseguono le indagini dei carabinieri sul tentativo di avvelenamento, da parte del marito nei confronti della moglie, che sabato 9 maggio ha portato all’arresto di Ottavio Minzera, 54 anni, carpentiere pistoiese, con l’accusa di tentate lesioni. L’uomo si trova tuttora in carcere e il suo difensore, l’avvocato Marcello Montoro del foro di Pistoia, ha presentato ricorso ai giudici del Riesame contro la misura cautelare disposta dal gip Patrizia Martucci che ha così accolto le richieste della Procura. L’avvocato Montoro chiede l’attenuazione del carcere in detenzione domiciliare, in luogo diverso dalla casa familiare. Ora però gli accertamenti si spostano su un piano più tecnico e la Procura si appresta a conferire l’incarico a un perito che avrà il compito di svolgere una indagine tossicologica sul contenuto della tazzina da caffè consegnata dalla vittima agli inquirenti. L’esperto, nel rispondere ai quesiti che gli verranno posti, dovrà dunque stabilire il grado di tossicità della sostanza usata (fin qui si è parlato verosimilmente di candeggina o comunque di “disgorgante“ come viene definito un prodotto in grado di liberare gli scarichi), e se questa fosse potenzialmente mortale. Tommaso Coletta, procuratore capo
Candeggina nel caffè: indagine chimica affidata al perito
Intanto l’avvocato del carpentiere ricorre al Riesame








