Redazione

18 maggio 2026 19:00

Nel riquadro: Pierina Paganelli, 78 anni, uccisa il 3 ottobre 2023, e Louis Dassilva, indagato per omicidio (foto: RiminiToday)

La Procura di Rimini ha chiesto l’ergastolo per Louis Dassilva, il 35enne senegalese imputato per l’omicidio di Pierina Paganelli, la pensionata di 78 anni uccisa con decine di coltellate nel garage della propria abitazione nell’ottobre del 2023. La richiesta è arrivata al termine di una requisitoria durata circa sei ore davanti alla Corte d’Assise.La ricostruzione dell'omicidio secondo la tesi della Procura Il pubblico ministero Daniele Paci ha chiesto ai giudici di riconoscere le aggravanti della crudeltà, della minorata difesa, della premeditazione e dei motivi futili e abietti, oltre a non concedere attenuanti generiche all’imputato, nonostante l’assenza di precedenti penali.Secondo la ricostruzione della Procura, Dassilva avrebbe atteso la vittima nel buio del garage per poi aggredirla. "Crudeltà e minorata difesa sussistono", ha sostenuto il pm, spiegando che Pierina Paganelli sarebbe stata sorpresa senza possibilità di difendersi e avrebbe sofferto a lungo durante l’aggressione. Nella requisitoria è stato sottolineato come l’assassino abbia inferto numerosi fendenti alla donna, che avrebbe urlato chiedendo aiuto.Ampio capitolo nella requisitoria dedicato anche al ruolo dell'altra donna di Dassilva, la nuora Manuela Bianchi, la donna che, confessando dopo 17 mesi dal delitto, di averlo incontrato in garage la mattina del ritrovamento della suocera, l'ha incastrato. "La Bianchi ha sempre tentato di difendere Dassilva - ha detto ancora il Pm - se la sera stessa avesse raccontato che aveva incontrato Dassilva prima di scoprire il corpo, Louis sarebbe stato subito fermato". I motivi "futili e abbietti" e la ragione dell'aggressione Per l’accusa sarebbero presenti anche i motivi "futili e abietti". Il movente individuato dalla Procura riguarda la relazione extraconiugale che Dassilva avrebbe avuto con Manuela Bianchi, nuora della vittima. Secondo il pm, l’uomo avrebbe temuto che Pierina scoprisse il rapporto e che questo potesse compromettere la sua vita familiare ed economica."Avrebbe potuto evitare di uccidere Pierina assumendosi le proprie responsabilità", ha affermato Paci durante la requisitoria, sostenendo che l’imputato avrebbe scelto invece di eliminare quella che considerava una minaccia per mantenere la stabilità costruita in Italia insieme alla moglie e continuare ad aiutare economicamente la famiglia.La Procura ritiene inoltre dimostrata la premeditazione. Per l’accusa, Dassilva avrebbe saputo con anticipo che la sera del delitto Pierina sarebbe rientrata da sola dopo l’incontro dei testimoni di Geova e avrebbe avuto diverse ore per organizzare l’agguato. Il pm ha evidenziato che tra il momento in cui l’imputato avrebbe appreso degli spostamenti della donna e l’omicidio sarebbero trascorse circa tre ore e mezza, un intervallo considerato sufficiente per configurare la premeditazione. La dinamica del delitto Pierina Paganelli fu trovata morta la mattina del 4 ottobre 2023 nel garage del condominio dove viveva, a Rimini. A scoprire il corpo fu la nuora Manuela Bianchi, rientrata dopo aver accompagnato la figlia a scuola.La sera precedente la 78enne aveva partecipato a un incontro di preghiera dei testimoni di Geova ed era tornata a casa intorno alle 22. Dopo aver parcheggiato l’auto si sarebbe diretta verso l’ingresso che conduce alle scale e all’ascensore del garage. In quel punto, secondo gli inquirenti, l’assassino l’avrebbe fermata o richiamata poco prima dell’aggressione: un dettaglio emerso anche da una registrazione audio acquisita dagli investigatori.La donna fu colpita con 29 coltellate e, secondo la ricostruzione accusatoria, urlò ripetutamente chiedendo aiuto. Nessuno però intervenne.