Passaggio del tram 12 in corso Massimo d'Azeglio
Il mancato rispetto della scadenza, che era fissata all'anno scorso, per l'aggiudicazione dei lavori relativi alla nuova vita del tram 12 mette a rischio il progetto. I 221 milioni di euro assegnati dal Ministero dell'Economia per realizzarlo non sono più certi, potrebbero essere riassegnati alla luce del ritardo accumulato dal Comune. La linea tranviaria, presentata come ambiziosa ed importante per la Città di Torino, vorrebbe collegare il quartiere Vallette con piazza Carducci, passando nel tunnel dismesso dell'ex stazione Torino-Ceres e facendo capolinea all'Allianz stadium della Juventus.Perché Torino è in ritardoL'ordine dei problemi con i quali ha dovuto fare i conti l'Amministrazione del sindaco Stefano Lo Russo è stato duplice: le proteste dei cittadini per l'abbattimento di una parte della Spina reale, che ha determinato un cambio in corsa del progetto per salvaguardare l’area pedonale di via Stradella, e la lievitazione dei costi delle materie prime, aumentate anche a fronte di uno scenario internazionale molto instabile: rincaro di 53 milioni di euro, con un costo complessivo salito a 274 milioni di euro.Il Comune e Infra.To, sua società che progetta e realizza le infrastrutture torinesi, sono corsi ai ripari immaginando di spacchettare il progetto, ereditato dalla Giunta dell'ex sindaca Chiara Appendino, della 'metropolitana leggera': il primo lotto dei lavori prevederebbe che il capolinea del tram 12 si fermi all'ex stazione Madonna di Campagna, dopodiché il secondo lotto recupererebbe, benché in ritardo, l'idea iniziale, cioè l'estensione della linea fino allo stadio, capolinea strategico per la Città.Il dialogo con il MinisteroL'assessora alla Mobilità, Chiara Foglietta, ha assicurato: “Stiamo interloquendo con il Ministero. Siamo andati, una volta al mese, a Roma per trovare una soluzione sui fondi”. L'assessora non vuole arrendersi e quindi perdere la nuova linea 12: “È un progetto importante per la periferia Nord di Torino”.Torino ora deve aspettare. Nelle prossime settimane a Roma si capirà se e quanto spazio vi sarà per ridefinire i finanziamenti al progetto: è necessario un decreto ministeriale che sblocchi una situazione aggrovigliata, legata a capitoli di spesa e ritardi progettuali che chiamano in causa non solo Torino ma pure altre grandi città.Non è perciò un caso che questa diatriba sui finanziamenti legati al trasporto pubblico sia seguita attentamente anche dell'Associazione nazionale Comuni italiani (Anci), della quale, fra l'altro, il sindaco Lo Russo è uno dei vicepresidenti.







