Preferiamo controllare una cosa in più, aspettare quando serve, farci una domanda scomoda invece di cercare una scorciatoia.
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Tra Prima e Seconda Repubblica, una lunga scia di sangue viene rivendicata da una sedicente organizzazione terroristica rimasta senza volto. Una storia che si intreccia a doppia mandata con quella dei fratelli Savi, tornati sotto i riflettori dopo anni di silenzio
Capaci, via d’Amelio (Palermo). Via Fauro (Roma), via Palestro (Milano), via dei Georgofili (Firenze). San Giovanni in Laterano, San Giorgio al Velabro (Roma). Luoghi, ma soprattutto una lunga scia di fatti di sangue. Quella che nella storia italiana tipicamente raccorda il prima e il dopo, deformando il corso del tempo a uso e consumo di chi ne decide le modalità di attuazione. Se gli anni Ottanta e la cosiddetta “era del riflusso” iniziano in ritardo, con la bomba alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980, individuare il punto di partenza del decennio successivo è certamente più scivoloso. Il crollo del Muro di Berlino, 9 novembre 1989, è talmente significativo da non potersi ritenere semplicemente l’evento del decennio, ma lo spartiacque tra due epoche.







