Alfredo Cospito testimonia dal carcere (2023). Foto: LaPresse
Alfredo Cospito è apparso in una t-shirt nera e seduto a uno dei tavolini della sala colloqui del carcere di Sassari in cui, dal maggio 2022, è detenuto sottoposto al regime di 41-bis. Sono da poco passate le 11:30 di lunedì mattina quando, nei piccoli monitor dell’aula del tribunale di Bologna, il militante anarchico insurrezionalista ha iniziato a parlare in videocollegamento, in qualità di testimone nel processo a carico di sei attivisti.A Bologna i militanti anarchici sono accusati di aver interrotto la funzione religiosa nella chiesa del Sacro Cuore in Bolognina e di aver causato danneggiamenti durante alcune manifestazioni che chiedevano l’uscita di Cospito dal cosiddetto ‘carcere duro’. I fatti risalgono al 2022: l’attentato ai ripetitori sul Monte Capra a maggio, l’interruzione della messa domenicale a novembre e il blitz in cima a una gru sotto le Due Torri a dicembre. Inizialmente gli indagati erano una ventina e a molti di loro era stata contestata l'associazione con finalità di terrorismo. Ma poi le accuse più gravi sono cadute.Registrati alla sezione Dossier BolognaToday“Nell'isolamento ti impediscono di esistere”“Rivedere le facce amiche di compagni e compagne è abbastanza emozionante”, ha esordito Cospito rispondendo alle domande degli avvocati degli imputati, Ettore Grenci, Daria Mosini e Mattia Maso, gli hanno posto. “Nell’isolamento ti proibiscono di esistere, ci sono persone che non vedono un filo d’erba o un albero da anni”.Metodi, reti, obiettivi: ecco come si muove il mondo anarchico“È un’esperienza traumatizzate”, ha proseguito Cospito, che ha espresso solidarietà a Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, i due militanti anarchici morti lo scorso marzo nel crollo di un casale all’interno di un casale nel Parco degli Acquedotti a Roma. L’ipotesi degli investigatori è che stessero preparando una bomba artigianale. “Oggi è stata l’unica occasione per esprimere la mia solidarietà, perché l’isolamento è totale”, ha aggiunto.Cori in aula, la giudice caccia gli attivistiTra la quarantina di attivisti presenti in aula, qualcuno inizia a piangere mentre Alfredo Cospito racconta le sue condizioni di detenzione. Quando non viene interrotto dalle domande dei legali sono le urla degli attivisti a farlo: “Grande Alfredo” e “Fuori Alfredo dal 41-bis!” esplodono in aula mentre Cospito saluta con il braccio alzatoLa giudice Nicolina Polifroni ha prima espulso un paio di presenti e poi, quando le urla si sono fatte più forti, ha interrotto l'udienza e deciso di farla proseguire a porte chiuse.“Niente lettere e anni per avere musica e libri”: le condizioni nel ‘carcere duro’“Per venire qui ho dovuto camminare in un corridoio mentre le guardie urlavano, come nel film ‘Il miglio verde’”, ha proseguito Cospito, che dall’ottobre 2022 all’aprile 2023 ha fatto uno sciopero della fame proprio per protestare contro il 41-bis: “Il motivo? Volevo portare all’attenzione il fatto che il 41-bis è come un cancro che si sta allargando anche ad altri detenuti - sostiene -. Qui la censura è totale”.L’attivista, infatti, ha lamentato di averci “messo due anni per poter avere un lettore cd e quattro anni per un abbonamento alla rivista Le Scienze. Devo fare processi e ricorsi per poter ascoltare musica e avere dei libri. Non vengono soddisfatte le mie domande di attingere alla biblioteca del carcere e, quando compro dei libri, mi vengono bloccati. Come un libro sul cristianesimo, che di recente mi è stato negato”. Il leader anarchico ha aggiunto di “non ricevere più lettere, non mi vengono neanche notificate. Solo ora ne ho ricevuta una del dicembre 2025”.L'accusa: “Strumento del governo per zittire le persone”Cospito sta scontando una condanna a 23 anni di carcere per l’attentato alla scuola degli allievi carabinieri di Fossano avvenuto nel 2006 e per altri fatti di terrorismo legati alla Federazione anarchica informare. A inizio maggio il ministero della Giustizia ha rinnovato nei suoi confronti il regime del 41-bis per altri due anni. “Lo usano come strumento - accusa Cospito durante il videocollegamento - e per zittire persone che hanno fatto accordi con lo Stato e che lo Stato non ha rispettato. Il 41-bis mi è stato confermato con un provvedimento lunghissimo, il più lungo di sempre mi hanno detto. Novanta pagine, neanche per Totò Riina è stato così lungo”.È dalle carte, ha detto, che "ho saputo delle manifestazioni di solidarietà che erano avvenute. E che loro ritengono che mi abbiano reso più pericoloso perché hanno fatto d cassa di risonanza. L’isolamento mi ha reso più pericoloso: è un cane che si morde la coda”, ha concluso Cospito.Iscriviti al canale Whatsapp di BolognaToday









