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L'impero smantellato della Penta Petroli di Salzillo: secondo gli accertamenti, in tre anni la rete societaria avrebbe immesso sul mercato oltre 600 milioni di litri di carburante per un'evasione Iva di quasi 113 milioni di euro. L'ombra della camorra: il meccanismo svelato

Guardia di finanza e Agenzia delle dogane hanno chiuso le attività dei distributori di carburante a marchio Ewa e Synergy: è la fine delle attività legate alla "Penta Petroli Srl", l'azienda amministrata da Vincenzo Salzillo, 66enne originario di Marcianise noto come il "re delle pompe bianche" o "re della benzina". Come riporta Dossier di RomaToday, grazie a prezzi straordinariamente competitivi fuori dalle normali logiche di mercato, gli impianti attiravano un incessante viavai di automobilisti. Dietro, gli inquirenti sospettano ci sia la camorra.

L'inchiesta della procura di Santa Maria Capua Vetere ha svelato una frode fiscale: tramite i carburanti sarebbero stati evasi quasi 113 milioni di euro di Iva. Secondo gli accertamenti, tra il 2018 e il 2021 la rete societaria collegata alla Penta Petroli avrebbe immesso sul mercato oltre 600 milioni di litri di carburante aggirando in toto gli obblighi tributari. L'inchiesta è anche legata a un'operazione che ha portato al sequestro di beni per 40 milioni di euro e a 23 arresti diretti al gruppo Zagaria, fazione di spicco del clan dei Casalesi.