Lo scenarioL’indagine “Evoluzione demografica e servizi bancari” promossa dall’Abi: meno popolazione in età da lavoro significa minore crescitadi Andrea Carli18 maggio 2026I punti chiaveMeno 13 milioni di persone entro il 2080 L’impatto sul welfareIl rischio di pensioni non adeguate L’Abi: occorre agire su più fattoriUna collaborazione più accentuata tra pubblico e privato per affrontare una delle sfide più difficili per l’economia italiana: l’invecchiamento della popolazione. È il messaggio che viene fuori dall’indagine “Evoluzione demografica e servizi bancari” promossa dall’Abi. Quando la popolazione attiva diminuisce e non intervengono correttivi, l’economia cresce più lentamente perché si riduce il numero di persone che lavorano, producono reddito, consumano e investono.Una minore popolazione in età lavorativa implica una riduzione del potenziale di crescita, già visibile nel medio periodo e più marcata nel lungo periodo. Le stime - sottolinea l’associazione bancaria - indicano, in assenza di interventi, livelli di Pil che potrebbero essere inferiori di oltre il 18% nel 2050 e oltre il 30% nel 2080. Insomma se non si interviene per arginare l’inverno demografico il motore dell’economia del paese, che già ora per certi aspetti gira a ritmi ridotti, rischia di fermarsi.Secondo l’associazione maggiori sinergie tra pubblico e privato, anche nel credito, possono arginare e contenere gli effetti negativi della denatalità sulla crescita. Il tutto concentrando gli interventi su quattro leve fondamentali: giovani, donne, occupati laureati e saldi migratori.Il fardello sulle spalle dei giovaniSe oggi 100 persone in età lavorativa sostengono 49 persone tra giovani e anziani, nel 2050 dovrebbero sostenerne quasi 72, nel 2080 circa 75. L’incidenza degli anziani sulla popolazione in età da lavoro passerebbe dal 30,5% al 52,8% nel 2050, al 54,7% nel 2080.Meno 13 milioni di persone entro il 2080 Secondo le previsioni Istat richiamate dall’indagine, la popolazione italiana potrebbe diminuire di oltre 13 milioni di persone entro il 2080, scendendo dagli attuali 59 milioni a circa 45,8 milioni. Contestualmente, la quota di popolazione con più di 67 anni salirebbe fino al 31%. La popolazione in età lavorativa si ridurrebbe di oltre 13 milioni di unità, scendendo dall’attuale 67,3% del totale, al 58,2% nel 2050 e al 57,3% nel 2080, con dinamiche più accentuate nel Mezzogiorno.