L'ingresso della prima grotta si trova a 50 metri di profondità e subito si possono incontrare i coralli ‘magici’ che non hanno bisogno della luce per splendere. Attraversandola, si arriva al secondo antro e poi, scendendo fino alla profondità di 60 metri, ci si trova nella terza cavità. E' qui che sono stati individuati i corpi dei 4 sub italiani morti durante un'immersione alle Maldive: Monica Montefalcone, sua figlia Giorgia Sommacal, Muriel Oddenino e Federico Gualtieri. Quello della quinta vittima, Gianluca Benedetti, era stato già recuperato venerdì. I corpi sono stati localizzati ma le operazioni di recupero dalla grotta non sono ancora terminate. Pertanto, sono previste ulteriori immersioni per recuperare i corpi, riportano i media locali.

Dove erano i corpi Secondo quanto riferito dalle autorità maldiviane, le salme di tutti e quattro i sub italiani dispersi sono state localizzate nel terzo segmento della grotta presso il sito Cave Dive dell'Atollo Vaavu.Le operazioni di recupero Gli speleosub si sono immersi con 'rebreather' (un sistema di respirazione subacquea a circuito chiuso), miscela Trimix (azoto, elio, ossigeno) adatta alla profondità e scooter subacquei. L'operazione era stata sospesa dopo la morte del sergente maggiore Mohamed Mahudhy, uno dei sommozzatori più esperti della Guardia Costiera, a causa della malattia della decompressione mentre era impegnato nelle ricerche.La grotta degli squali Le grotte di Alimatha, nell'atollo di Vaav, sono collegate tra loto e, fra tunnel e anfratti, sono molto più di una meta turistica. Per poterle ammirare non basta la curiosità, ma serve una grande esperienza. Hanno avuto origine dalla dorsale vulcanica sommersa Chagos-Laccadive che risale a 66 milioni di anni fa e della quale le Maldive sono un affioramento. Quando il vulcano è diventato dormiente e ha cominciato a sprofondare nell'oceano, sulla sua sommità sono cresciute barriere coralline che hanno continuato a svilupparsi per milioni di anni. Le stesse grotte di Alimatha si sono formate negli strati sovrapposti di frammenti di corallo, sabbia e conchiglie, modellate e scavate dall'erosione del mare e delle maree. «Sono un ambiente affascinante e a renderle ancora più particolari è il fatto che gli squali, che in genere non dormono mai, vadano a dormire lì", dice Paolo Galli professore ordinario di Ecologia all'Università di Milano Bicocca e con una lunga esperienza di ricerca alle Maldive. «In un ambiente particolare come questo si possono studiare i coralli di grotta, che non hanno bisogno delle alghe fotosintetiche», dice ancora Galli, che conosceva bene Monica Montefalcone. «Lei studiava i coralli e raccoglieva le serie storiche delle Maldive, uno dei luoghi migliori per queste ricerche, considerando che i coralli sono in pericolo a causa dell'innalzamento della temperatura dell'acqua».