La Direttiva europea sui rifiuti prevede che gli Stati membri possano introdurre schemi di Responsabilità estesa del produttore (Epr) per prodotti non indicati esplicitamente dalla Direttiva stessa. L’Italia ha avvitato una consultazione per introdurre un nuovo schema Epr sui prodotti in plastica diversi dagli imballaggi, per i quali l’Epr esiste già da anni. Di cosa parliamo?
In Italia sono immesse al consumo 5,5-5,8 tonnellate di materiali plastici all’anno. Gli imballaggi rappresentano circa il 42% del totale, quindi 2,3 milioni di tonnellate. Quindi la plastica non imballaggio pesa il 58% del totale, anche se proveniente da diversi settori: soprattutto materiali da costruzione (12%), veicoli (7%), elettrodomestici (6%) agricoltura (3%) e arredamento (3%). Ma prodotti in plastica non imballaggio sono usati in tantissimi altri settori (giocattoli, attrezzature per la pesca, arredo urbano, sanitario, hobbystico, etc) tanto che la voce “altro” vale il 27% del totale.
I vari settori non imballaggi usano polimeri molto diversi e la frammentazione quindi è ampia. Il provvedimento mira a rendere i produttori responsabili della gestione del fine vita dei prodotti immessi sul mercato, promuovendo un modello più sostenibile e circolare, per raggiungere gli obiettivi europei, ridurne l’impatto ambientale, incentivando il riuso, il riciclo e la corretta gestione, responsabilizzando i produttori affinché adottino strategie di eco-design e l’utilizzo di materiali più sostenibili.








