Da una parte c’è la Commissione europea che ha avviato una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia, dall’altra c’è il Tar che nel 2025, con una sentenza, ha già dato ragione al nostro Paese. La questione complessa da dirimere si trascina da circa vent’anni e nemmeno Mario Draghi, che pure era stato alla guida della Bce, quando ricoprì l’incarico di primo ministro, affrontò il problema.

Il costo della vita a Milano è maggiore del 10% rispetto a quello di Roma e Firenze, mentre rispetto a Palermo e Napoli la differenza supera il 50%. A dirlo è un recente studio dell’Osservatorio Conti Pubblici dell’Università Cattolica di Milano, firmato da Carlo Cottarelli. Numeri che spingono l’assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia a lanciare un vero e proprio allarme: «Bisogna differenziare gli stipendi in base al territorio o si rischia un calo dei consumi generale e quindi meno produzione e meno Pil».

Il condirettore della Verità Massimo De’ Manzoni intervista il generale Vannacci su Ucraina, remigrazione e tensioni politiche italiane.

Nel quarto trimestre 2025 il Pil italiano è salito dello 0,3% sul trimestre precedente e dello 0,8% in termini tendenziali. L’andamento ha portato la crescita media del 2025 a +0,7% rispetto al 2024, nonostante tre giornate lavorative in meno.Il dato è importante perché nel confronto con il documento programmatico di finanza pubblica di ottobre la crescita reale del 2025 era indicata a +0,5%.