Nel 2023 il livello complessivo di riciclo dei rifiuti da imballaggio in Italia è salito dal 70,7 al 75,3%, con un superamento degli obiettivi fissati dalla normativa Ue per il 2025 e il 2030 che "fa presumere una partecipazione proattiva, nel settore, da parte delle imprese beneficiarie del credito d'imposta per l'acquisto di prodotti e imballaggi provenienti da materiali di recupero".

Lo sottolinea la Corte dei Conti in una nota raccomandando "l'attivazione di un sistema di monitoraggio che fornisca indicazioni sugli effetti di crescita apportati dalla misura nell'uso dei materiali riciclati, anche per valutare un eventuale ampliamento della dotazione finanziaria e la previsione di un finanziamento su base annuale".

Il credito d'imposta, specifica la Corte, è riconosciuto alle imprese per le spese documentate di acquisto di prodotti e imballaggi provenienti dalla raccolta differenziata della plastica, della carta e dell'alluminio, nonché di imballaggi biodegradabili e compostabili conformi alla normativa europea di settore.

L'agevolazione, pari al 36% delle spese sostenute nel 2019 e 2020, con un limite massimo di 20.000 euro l'anno per ogni impresa beneficiaria, ha previsto uno stanziamento iniziale complessivo annuo di un milione di euro, poi aumentato a 5 milioni dalla legge di bilancio 2023 e confermato anche per il 2024 e 2025.