Roma, 5 feb. (askanews) – Nel 2023 il livello complessivo di riciclo dei rifiuti da imballaggio in Italia è salito dal 70,7 al 75,3%, con un superamento degli obiettivi fissati dalla normativa Ue per il 2025 e il 2030 che fa presumere una partecipazione proattiva, nel settore, da parte delle imprese beneficiarie del credito d’imposta per l’acquisto di prodotti e imballaggi provenienti da materiali di recupero. È quindi raccomandabile l’attivazione di un sistema di monitoraggio che fornisca indicazioni sugli effetti di crescita apportati dalla misura nell’uso dei materiali riciclati, anche per valutare un eventuale ampliamento della dotazione finanziaria e la previsione di un finanziamento su base annuale.

Lo afferma la Corte dei conti nella relazione approvata dalla Sezione centrale di controllo sulla gestione con Delibera n. 1/2026/G, in cui, secondo quanto riporta un comunicato, la magistratura contabile ha analizzato l’efficacia dell’utilizzo in Italia del credito d’imposta per l’acquisto di prodotti e imballaggi realizzati con materiali di recupero. Una misura adottata in attuazione della direttiva Ue n. 2018/852 per il contrasto all’aumento della produzione di materiali plastici e cartacei per gli imballaggi – quota rilevante dei rifiuti solidi urbani – e che si inserisce nel quadro degli obiettivi di sostenibilità ambientale dell’Agenda 2030 dell’ONU.