Il recupero e la valorizzazione del patrimonio storico-religioso della Calabria non dipenderanno più da interventi isolati o d’emergenza, ma da una strategia istituzionale strutturata e di lungo periodo. Presso la Prefettura di Catanzaro, alla presenza del Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno, Wanda Ferro, si è svolto un importante incontro operativo per tradurre in realtà sul territorio i contenuti del nuovo Protocollo d’Intesa siglato tra il Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione del Viminale e il Dipartimento per la Tutela del Patrimonio Culturale del Ministero della Cultura.

La riunione, promossa dal Prefetto Castrese De Rosa, ha visto la partecipazione attiva dei rappresentanti delle Diocesi dell’area catanzarese, della Soprintendente Stefania Argenti e dell’ingegnere Floriano Siniscalco per il Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche. Al centro del confronto, la necessità di mappare, restaurare e restituire alla piena fruizione pubblica i preziosi beni di proprietà del Fondo Edifici di Culto (FEC), un patrimonio in cui l’espressione artistica si fonde indissolubilmente con la fede e l’identità sociale dei territori.

“Il patrimonio del Fondo Edifici di Culto rappresenta una parte preziosa della storia, dell’identità e della memoria delle nostre comunità, perché custodisce luoghi nei quali si intrecciano arte, fede, cultura e vita civile dei territori. In Calabria, e in particolare nella provincia di Catanzaro, l’attenzione del Ministero dell’Interno verso questi beni ha già trovato riscontri concreti attraverso interventi significativi: penso alla Chiesa di San Domenico a Taverna, interessata da un importante intervento finanziato con fondi PNRR, e al complesso di Sant’Antonio di Padova a Lamezia Terme, destinatario di un finanziamento di oltre due milioni di euro per la ristrutturazione della chiesa e del convento. Sono esempi che dimostrano come la collaborazione tra istituzioni, autorità ecclesiastiche, strutture tecniche e amministrazioni competenti possa tradursi in risultati concreti per la conservazione e la valorizzazione dei beni. Il nuovo Protocollo d’intesa va proprio in questa direzione: non si limita a disciplinare singoli interventi, ma mira a costruire un sistema operativo stabile, capace di partire dalla conoscenza puntuale dello stato dei beni, individuare le priorità, programmare gli interventi e assicurare tempi e procedure coerenti con l’importanza del patrimonio da tutelare. L’obiettivo è fare in modo che esperienze positive come quelle ultime di Taverna e Lamezia Terme, per riportare quelle di questa provincia, possano rientrare in un percorso codificato dove trova una precisa disciplina ogni fase del recupero del bene che va dalla ricognizione dell’intervento alla programmazione della spesa, alla esecuzione degli interventi stessi per arrivare sino agli adempimenti informativi tra tutti i Soggetti coinvolti, rafforzando in tal modo una collaborazione istituzionale definita in ogni momento ed orientata alla tutela, alla sicurezza, alla fruibilità pubblica e alla trasmissione alle future generazioni di un patrimonio di straordinario valore storico, artistico e religioso” ha dichiarato il Sottosegretario Ferro.