ROCCA PIETORE (BELLUNO) - Si sente male in strada in un paesino della Val Pettorina e crolla a terra. Ma la fortuna è dalla sua parte: una ragazza del paese che passava di li per caso, l'ha vista e capendo quel che stava succedendo si adopera con le manovre salvavita. La ragazza fortunatamente ha conoscenza delle tecniche di primo soccorso, essendo volontaria delle Ambulanza di Rocca Pietore. Nel frattempo giunge sul posto un'altra passante, anch'essa volontaria delle ambulanze di Rocca e assieme allertano il 118 continuando in alternanza il massaggio cardiaco. In pochi minuti interviene l'ambulanza dei volontari e l'auto medica che sono di base a Bosco Verde a poche centinaia di metri. E grazie al defibrillatore e all'intervento del medico d'urgenza la donna rinviene ed è consegnata già cosciente all'elicottero del Suem che la trasferisce in ospedale per cure e accertamenti.
Sanità di montagna Al di là dell'episodio in sè, significativo anche per l'esito tutt'altro che scontato, la vicenda porta alla luce un problema e al tempo stesso la sua soluzione. Una delle cause principali dello spopolamento dei piccoli paesi di montagna è dovuto alle distanze e al progressivo impoverimento dei servizi. Soprattutto quando si parla di sanità: un abitante di Rocca Pietore, per arrivare all'ospedale più vicino (Agordo) deve percorrere circa 20 chilometri, e oltre 60 per quello di Belluno. Il tempestivo intervento per un incidente o un malore è fondamentale per salvare una vita, e in molti casi, i volontari fanno la differenza, come in questo caso. «È una di quelle cose che ti inorgoglisce e ti rende fiero della tua gente -afferma il sindaco di Rocca Pietore Valerio Davare - La nostra paesana ha avuto fortuna, ma quanti posti in Italia possono vantare questo tipo di rapidità e competenza d'intervento? Nei fine settimana della stagione estiva e invernale ad Alleghe c'è un'ambulanza con a bordo un infermiere a supporto dei volontari. Purtroppo noi tutti siamo bravi a lamentarci quando ci sono 5 centimetri di neve in strada o quando il lampione sotto casa non funziona. Ogni tanto però ricordiamoci con orgoglio, della nostra sanità, dei nostri medici e dei nostri volontari senza i quali non sarebbe possibile vivere serenamente nelle nostre valli». Servizio essenziale Essenziale, questa volta come altre, è stata l'auto medica che dall'inizio della stagione invernale opera nei comuni dell'Alto Agordino, dello Zoldano e della Val Biois, in supporto ai volontari delle ambulanze. «La presenza di un medico specializzato, attivo nelle nostre valli, è di importanza vitale per riuscire a intervenire in brevissimo tempo, cosa che altrimenti sarebbe impensabile calcolando la distanza dagli ospedali - prosegue Davare - Noi tutti ci auguriamo che questo servizio possa continuare nella stagione estiva a supporto dei residenti e turisti. Noi sindaci agordini siamo sensibili al tema e faremo di tutto perché questo servizio diventi una certezza per la popolazione e per i turisti. Confidiamo che Regione Veneto e direttore generale dell'Ulss Dolomiti sostengano attivamente questo servizio».







