Altro giro, altro ricorso bocciato. Questa mattina il Tar del Lazio ha respinto integralmente l'ennesimo tentativo dei comitati contrari al nuovo stadio della Roma di bloccare il progetto. Presentando, ancora una volta, un ricorso basato sugli abbattimenti di una manciata di alberi nell'area del futuro cantiere dell'arena che ospiterà le partite della Roma.
Secondo i giudici amministrativi la presenza di quella che, più volte, è stata chiamata in passato "l'area boscata" di Pietralata non equivale a un vincolo in grado di fermare il progetto. C'è un passaggio, che più di altri, spiega la decisione del Tar, quello in cui i giudici spiegano che "le particelle catastali oggetto dell’atto di assenso impugnato, sono prive di interesse a fini di tutela boschiva e che le restanti particelle indicate sono rimaste inviolate".
Cosa vuol dire? Che per il Tar le piccole aree verdi interessate dalla pre-cantierizzazione, lì dove sono stati abbattuti solo 12 arbusti su un totale di 26, non sono un bosco vincolato mentre sulla parte su cui sono presenti gli altri 14 alberelli le ruspe sono ferme in attesa delle ultime verifiche. Un punto di vista decisamente distante da quello dei comitati che, ancora nel ricorso, parlavano di danni irreversibili al verde della città. E che per questo chiedevano lo stop.









