La Regione ha revocato l’autorizzazione al funzionamento di «Casa Caterina», la residenza per anziani di Adelfia al centro dell’indagine della Procura di Bari a carico dell’imprenditore brindisino Michele Schettino e altre sette persone accusate di associazione a delinquere, disponendone la chiusura immediata. La decisione è stata adottata ieri dagli uffici del dipartimento Salute a fronte di una«assoluta precarietà gestionale» e del «conseguente inaccettabile vuoto di responsabilità legale e amministrativa» che dimostrano «la totale perdita di controllo e di affidabilità dell'ente titolare».

La Regione ricorda che già a ottobre 2025 era stata dichiarata la decadenza dell’autorizzazione, e che a gennaio era stata avviata l’operazione di trasferimento dei pazienti in altre strutture. Tuttavia il Tar aveva sospeso il provvedimento e il giudizio amministrativo è ancora in corso. La nuova decisione azzera tutto. A febbraio era stata avviata una verifica sul possesso dei requisiti della struttura, svolta dalla Asl Bari, da cui erano emerse numerose criticità sia sul fronte amministrativo (ad esempio lo sfratto da parte del proprietario dell’immobile) che su quello dell’assistenza prestata ai 51 anziani ospiti: «Oltre alle non conformità gestionali e nutrizionali già rilevate presso i locali cucina, pervenivano a questa amministrazione notizie circostanziate circa la chiusura della lavanderia da mesi e irregolarità nel servizio cucina, con somministrazione di pasti non idonei (prodotti da panificio) a soggetti fragili affetti da patologie quali il diabete; carenze igieniche gravi (segnalata assenza di igiene personale e ambientale, con persistenza di esalazioni maleodoranti e gestione inadeguata dei presidi per l'incontinenza); turnazioni del personale insufficienti per pazienti totalmente non autosufficienti, con conseguente pericolo di malnutrizione e piaghe da decubito».