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Angelo Binaghi in questo momento è una delle persone più felici del nostro Paese. Un momento che dura peraltro ormai da anni, ovvero da quando la scalata di Jannik Sinner dapprima ai vertici mondiali e poi alla storia del tennis ha messo il presidente della Federazione italiana nella posizione di parlare da pari a pari coi padroni del calcio, anzi a dire il vero attualmente da una posizione di maggior forza, come dimostra la polemica sull'orario del derby Roma-Lazio risoltasi a suo favore. All'indomani del trionfo di Sinner agli Internazionali d'Italia, Binaghi svela di aver temuto davvero che il 24enne altoatesino – provato dalla lunga serie di tornei vinti – desse forfait a Roma.
Tutto era nato dopo le parole un po' criptiche di Sinner a Madrid, torneo precedente a Roma che aveva fatto seguito ai successi senza pause di Indian Wells, Miami e Monte Carlo. Jannik aveva spiegato di essere stanco, chiudendo il discorso con un "tra questo torneo e Roma proverò a recuperare di nuovo e vedremo". Unite quel "vedremo" detto dal numero al mondo all'illuminarsi del display del telefonino di Binaghi alla vigilia degli Internazionali, e intuirete quello che ha pensato in quel momento il presidente federale, mentre il suo battito si fermava per qualche attimo. Angelo Binaghi col presidente Sergio Mattarella e Jannik Sinner alla premiazione di Roma Il presidente federale Binaghi racconta la telefonata del manager di Sinner: "Ero terrorizzato" Il retroscena lo racconta lo stesso Binaghi a ‘Radio anch'io sport': "Io ero terrorizzato, anche perché subito dopo la finale di Madrid mi ha chiamato il suo manager, che normalmente mi chiama una volta ogni due anni solo quando ci sono problemi e Jannik non può giocare. Ero a Cagliari durante il torneo di Cagliari, ho risposto dopo mezz'ora, ho parlato prima con Berrettini".















