Un marziano a Torino. Da quando Navid Tarazi, alias Doggodaiily, è diventato virale sui social con macchine fotografiche, pallina sonorizzata e crocchette in mano ci siamo dimenticati di lui (con un profilo social da fotografo professionista) e ci siamo immersi nella meraviglia del creato canino sabaudo. Ne è uscito un libro fotografico di splendore peloso, foto ad altezza cane, pagine di storie, di vita, di cuore e di code che nel titolo riprende il classico tormentone di Navid per le strade di Torino: Posso fare una foto al tuo cane? Il volume l’ha pubblicato Mondadori Electa che ci racconta di vendite ben oltre le aspettative e ne siamo lieti. La presentazione al Salone del Libro 2026, a dire il vero, non è stata proprio seguita da una folla ingente. Nella città dove i cani possono entrare pressoché ovunque (non vediamo mai, qui, di quei cartelli orrendi su divieti di entrata e deiezioni proibite) da Doggodaiily ne erano presenti solo tre, a onor di cronaca uno più bello dell’altro. Il fatto che Navid non trascini 1600 spettatori modello incontro alla Alberto Angela non è affatto un male, anzi. Perché questo ragazzo iraniano, dal fare garbato e mite, un po’ come l’omologo Francesco Taverna con il suo maltipoo Chico, popolarissimo pure lui su Instagram, non sono solo prodotti pop da vetrinetta dei ninnoli natalizi.