Dorothy Mouse e i suoi straordinari compagni di viaggio (lo Spaventapasseri Pippo, il Boscaiolo di Latta Paperino e il Leone) sono in cammino verso la Città di Smeraldo tra streghe e scimmie volanti. Questa in breve la trama di «Il meraviglioso mago di Oz» (Panini Comics), rivisitazione a fumetti dell’omonimo romanzo di Lyman Frank Baum, realizzata da due Maestri Disney, lo sceneggiatore Francesco Artibani di Roma e il disegnatore di Pinerolo Paolo Mottura. Uscita un mese fa a puntate su Topolino, è stata presentata in anteprima al Salone del Libro di Torino in un elegante volume cartonato, è una delle Grandi Parodie Disney, serie iniziata nel 1949 con «L’inferno di Topolino» di Guido Martina e Angelo Bioletto, un team creativo tutto torinese (per la precisione Martina, tra i massimi sceneggiatori disneyani, era di Carmagnola).
«Come per tutte le parodie, l’impegno principale è stato quello di mantenere riconoscibili sia l’opera letteraria sia i protagonisti disneyani, senza snaturare né l’una né gli altri – dice Artibani. – A tenere tutto insieme è stato il senso di meraviglia che accomuna il racconto di Baum e il mondo Disney. La fedeltà al libro è stata centrale: mi sono divertito a recuperare tanti elementi che si possono apprezzare nel romanzo originale, inserendo anche momenti sorprendenti». Da cinefilo (ha spesso realizzato poster di film famosi con al posto degli attori personaggi disneyani) Mottura ha più volte visto il film del 1939 «Il mago di Oz» diretto da Victor Fleming e interpretato da Judy Garland. «Una volta pensavo che fosse una sceneggiatura originale, non tratta da un libro – dice. – Il film è un autentico kolossal, tra i primi in technicolor, colpisce ancora adesso e per gli spettatori dell’epoca doveva essere davvero sconvolgente. I colori, la bellissima canzone Over The Rainbow, la scenografia, gli effetti speciali, l’interpretazione di Judy Garland sono entrati nell’immaginario collettivo, e sono diventati la versione ufficiale dell’opera, per certi versi come il Pinocchio di Walt Disney, uscito l’anno dopo». Per disegnare la storia Mottura ha cercato di mediare tra la versione del film e altre ispirazioni. «Il film è ovviamente imprescindibile – spiega. – Ma mentre si disegna vengono sempre in mente altre suggestioni, che si ritengono adatte a quel tipo di narrazione. Ho pensato a un fumettista poco noto ma da me molto amato come Carlos Nine e al suo immaginario deformato e inquietante. È bravissimo a dare vita a oggetti inanimati, come trenini elettrici, macinacaffè, apribottiglie, e questo nel fumetto ci stava molto bene. Ci sono poi altre suggestioni pescate nel cassetto della memoria». Allo stand Panini Comics al Salone c’è in anteprima in volume anche «Paperone in Atlantide», pure stavolta si tratta della raccolta di una storia prima serializzata su Topolino, scritta e disegnata un altro Maestro Disney, Fabio Celoni. «Io e Fabio siamo amici da molti anni e assieme abbiamo realizzato le imprese più assurde – conclude Mottura. – Ultimamente facciamo lunghissime maratone di dediche e disegni, di recente al Comicon di Napoli, poi saremo a Etna Comics a Catania, abbiamo avuto sessioni di firme e sketch anche al Salone, ma fortunatamente un po' meno estenuanti».









