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Stati Uniti e Iran sono tornati a scambiarsi minacce di ricominciare la guerra. Domenica un attacco con un drone ha colpito il generatore esterno di un’importante centrale nucleare negli Emirati Arabi Uniti, causando un incendio. L’attacco non è stato rivendicato, ma il ministero della Difesa emiratino ha detto che il drone era entrato dal confine occidentale, quello con l’Arabia Saudita. La centrale nucleare si trova sulla costa nord-occidentale degli Emirati.
Dall’inizio della guerra in Medio Oriente l’Iran e le milizie sciite filoiraniane, principalmente dall’Iraq e in misura minore dallo Yemen, hanno lanciato attacchi con droni verso i paesi del Golfo, come ritorsione per i bombardamenti di Stati Uniti e Israele sull’Iran. La scorsa settimana il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi aveva minacciato ripercussioni contro gli Emirati dopo la notizia di un incontro tra il presidente emiratino Mohammed bin Zayed e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.
L’attacco alla centrale di Barakah non ne ha interrotto il funzionamento e non ci sono stati feriti o sversamenti tossici, ma un importante diplomatico emiratino, Anwar Gargash, consulente del presidente bin Zayed, l’ha definito una «escalation pericolosa».










