La Siri pompata dall'Apple Intelligence reclamizzata con enfasi da Cupertino è finita alla sbarra: nelle Americhe infatti utenti inferociti rivogliono indietro i propri soldi sostenendo di aver comprato gli iPhone per funzionalità promesse dalla Big Tech Usa ma che non si sono ancora viste
Il rilancio di Apple che ha permesso all’azienda guidata (almeno fino al prossimo 31 agosto) da Tim Cook di posizionarsi tra le realtà più capitalizzate al mondo, si sa, è passato anche attraverso la formula di annunci roboanti confezionati con cura per essere elargiti al pubblico in grande stile, per mezzo di veri e propri eventi da seguire in diretta e dal sapore hollywoodiano (con musiche epiche, giochi di luce, sfoggio di grafiche avanzate…) nei quali le informazioni tecniche vengono fuse con lo spettacolo così da essere fruibili non solo dai giornalisti di settore e dagli investitori, ma soprattutto da una platea generalista.
L’INCIAMPO CON L’APPLE INTELLIGENCE
Negli ultimi decenni, la possibilità di aggiornare continuamente da remoto i device, passando dal software anziché dall’hardware, ha spinto molti attori a osare di più con le promesse di fantasmagoriche feature in arrivo: potenzialità dal sapore futuristico che al momento del debutto dei dispositivi sul mercato non sono disponibili ma che sarebbero arrivate presto attraverso corpose patch del firmware. Cosa succede, però, nel caso in cui ciò non accada? Sta per scoprirlo a proprie spese Cupertino.






