Gasp, doppio successo nella stracittadina alla prima stagione: "Speravo nel ko Juve, ora dipende da noi"

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Due gol in fotocopia di Gianluca Mancini, in attesa di rinnovo («ma in questi giorni c'è Ryan Friedkin a Trigoria - che prima della sfida ha tenuto un discorso alla squadra, ndr - non mi aspettavo questo mio exploit») - con doppio inchino verso la curva Sud e una sentenza: il derby è della Roma. Che approda in zona Champions a 90 minuti dal termine grazie a uno dei suoi uomini più carismatici. Il colpo di testa è la specialità del difensore (16 sui suoi 22 gol in serie A sono arrivati così): decise in questo modo la stracittadina del 6 aprile 2024 che avvicinò i giallorossi di De Rossi al 4° posto, ha messo ko ieri i rivali conducendoli nella zona d'élite della classifica.L'uno-due di Mancini sgretola l'autostima di una Lazio arrivata alla sfida ai minimi termini: senza alcuni giocatori importanti (vedi Zaccagni), senzatifosi (appena 1000 ieri un un Olimpico quasi interamente colorato di giallorosso) e con il terzo portiere Furlanetto debuttante in Serie A (ottima la sua prova nonostante i gol incassati e almeno tre parate provvidenziali). La squadra di Sarri, presentatosi regolarmente in panchina dopo aver dichiarato un possibile forfait («era solo una provocazione, non lascerei mai soli i miei ragazzi, ma a gestire il calcio c'è gente che non conosce il profumo dell'erba...», così il tecnico biancoceleste) stava crescendo in pericolosità pur mostrando il suo atavico difetto di non concludere al meglio verso la porta avversaria. La prima rete di Mancini, che brucia Gila e Cancellieri nella difesa a zona laziale (la stessa scena si ripeterà a metà del secondo tempo), sblocca l'equilibrio e indirizza la partita.