ROMA. Derby bruttino per contenuti tecnici, bellissimo per risvolti di classifica per la stragrande maggioranza romanista, tifoseria quasi unica in un Olimpico monocolore giallorosso disertato (se non da qualche minuscolo puntino) dai contestatori (a Lotito) biancocelesti: due capocciate di Mancini, su un corner per tempo scodellati da Pisilli e Dybala nei migliori momenti laziali, accosta la Roma del plenipotenziario calcistico Gasperini alla Champions promessa. Con tanti ringraziamenti giallorossi alla Fiorentina, guastatrice dei piani di navigazione verso l'Europa che conta della Juve. Derby, nello svolgimento tattico del primo tempo, sottosopra: la cavalleria gasperiniana, dopo una sfuriata iniziale a colpi di corner conquistati, annaspa e la fanteria sarriana, ordinata e accorta nonostante le assenze dello squalificato Romagnoli e il debutto di Furlanetto tra i pali, prende coraggio. Lazio all’arrembaggio con un gol annullato per fuorigioco a Dia, un’incornata di Gila fuori di un soffio e un diagonale di Noslin a lato e Roma apparentemente nel sacco, con Ndicka ko sostituito da Rensch.

L’apparenza, nel calcio e soprattutto nei derby, inganna: Mancini svetta sul duo Cancellieri-Gila e impallina Furlanetto poco prima del riposo, anticipato da una rissa collettiva con protagonisti principali Cancellieri e Hermoso. Gasperini inserisce El Shaarawy, alla sua ultima partita da romanista all’Olimpico, per Pisilli, ma il copione è lo stesso. La Lazio gira attorno a Svilar, ma non punge. E la Roma può affondare il colpo di grazia: Furlanetto respinge su Malen e devia in angolo una punizione di Dybala. Dal corner dell’argentino zampilla l’assistenza per la seconda zuccata vincente di Mancini con inchino alla curva romanista. La Lazio perde la testa: seconda rissa generale con espulsioni di Rovella che provoca e Wesley che reagisce. Finale in dieci contro dieci con le orecchie romaniste, dopo aver ascoltato dall’Olimpico il rumore di un palo del subentrato Dovbyk, completamente tese verso Genova e Torino: il Milan supera la resistenza del Genoa, ma la Juve inciampa sulla Fiorentina. Sorpasso alla penultima curva. La Roma, a una sola tappa dal traguardo (in trasferta contro il Verona già retrocesso), si ritrova in Champions e con il proprio destino in mano.