di
Francesca Visentin
Fondatrice e presidente della Cooperativa Sociale per l'imprenditoria solidale: bellezza, etica e sostenibilità sono il cuore dell’azienda. A Verona quasi 200 dipendenti di 23 nazionalità
«Oltre categorie e definizioni, il mondo profit e quello non profit devono lavorare insieme». Ne è convinta Anna Fiscale di Verona, fondatrice e presidente della Cooperativa Sociale Progetto Quid. E punta a nuove sinergie, anche istituzionali, insieme al Comitato Impact, di cui fa parte, nominata dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy come portavoce dell’imprenditoria sociale, per «rompere i muri» tra aziende e sociale, innovando. L’obiettivo di questo Comitato è sostenere e rafforzare le buone pratiche nel lavoro, l’integrazione e la valorizzazione delle diversità. Con la sua impresa etica Progetto Quid fondata 13 anni fa per veicolare un’economia circolare e inclusiva utilizzando scarti e rimanenze delle industrie tessili, Anna Fiscale da nuova vita a tessuti, ma anche alle persone.
E crea posti di lavoro dedicati a chi ha un vissuto di fragilità. Quid oggi ha quasi 200 dipendenti di 23 nazionalità diverse, il 70% sono persone con fragilità. A chi è ai margini o in difficoltà, fornisce lavoro e una nuova vita, ultimamente il sostegno si è ampliato anche alle vittime del caporalato. «Diamo una professione - fa sapere Fiscale - a persone sopravvissute a violenza, sfruttamento sessuale, a lavori irregolari, a immigrati finiti nel racket della manodopera in nero, a richiedenti asilo, a chi ha invalidità, quelle persone che di solito la società respinge». E a 30 detenuti che lavorano nei laboratori nel carcere di Montorio a Verona: una volta usciti di prigione hanno la garanzia di una continuità lavorativa. «Se vogliamo cambiare la società – sottolinea Anna Fiscale - è necessario costruire una comunità equa che non lasci indietro nessuno. Per questo bisogna unire le forze, procedere insieme per creare un mondo nuovo all’insegna della fiducia, puntando sulle persone».






