Milano, 11 nov. (askanews) – “Non c’è un modello a cui mi sono ispirato, noi vogliamo lanciare il nostro modello. Il laboratorio creativo è quasi unico: qui sezioniamo i prodotti, li apriamo, li lavoriamo, li costruiamo, li prototipiamo. E’ una parte dove solo il dipartimento stile può entrare per cui neanche chi fa lo sviluppo, fino a quando quel progetto non è approvato, entra. E’ un modello, potrei dire, quasi unico”. Incrociamo Alberto Fassi, Ceo e fondatore del marchio Legami, nel quartier generale di Azzano San Paolo, che per la prima volta apre le sue porte alla stampa. Fassi sta visionando i prototipi di quelle che saranno le prossime novità del suo marchio. Li nasconde rapidamente prima che qualcuno possa vederli: qui all’interno del centro di innovazione e sviluppo alle porte di Bergamo i progetti sono off limits ai più – c’è un’area dedicata, accessibile solo al fondatore e a pochi altri collaboratori con tanto di serratura biometrica per aprire la porta – finchè non si decide il “visto, si produca”. E’ qui che nascono le penne cancellabili con gli animaletti, oggetti cult indistintamente per bambini e adulti, e tutto il resto del materiale di cartoleria a cui, in 22 anni di storia, si sono aggiunte altre 16 categorie, per un totale di 5mila prodotti che spaziano dagli accessori per la casa ai giochi vintage, dalla tecnologia, al viaggio e al beauty.
22 anni di storia e spirito da startup: Legàmi punta a Europa e Usa
Il fondatore Fassi: siamo modello unico. Entro marzo 180 boutique e 300 mln fatturato








