I mostri siamo noi, o almeno, nella storia immaginata dal regista coreano Na Hong-jin, vorremmo esserlo, acquistando le sembianze del gigantesco e ieratico Ma’Veyyo, guerriero di mille battaglie extraterrestri, e di J’Aur, la magnifica principessa madre e combattente, precipitata sulla Terra, rispettivamente interpretati da Michael Fassbender e Alicia Vikander, marito e moglie nella vita reale, stavolta insieme in Hope, avventura horror densa di simboli, azione e metafore, ieri in gara al festival, tra molti applausi e grande entusiasmo: «Nel film – dice l’attore – si vede che in realtà gli alieni sono esattamente come gli umani, fanno le stesse cose, cercano di sopravvivere e proteggere i loro figli. Il punto del racconto è proprio questo, che cosa può accadere quando si crea un corto circuito di comprensione che, mescolato con la paura, provoca conseguenze devastanti. È un argomento su cui rifletto spesso, le parole sono importanti, e certe volte io stesso mi chiedo se sono stato abbastanza chiaro oppure no, penso che il dialogo e la qualità della comunicazione siano sempre fondamentali, nelle relazioni con amici, mogli, bambini». Seduti fianco a fianco, mare blu alle spalle, lui con il giubbotto di pelle nera, lei in bianco, con la coda di cavallo trattenuta da un nastrino di velluto rosa, Fassbender e Vikander sembrano uniti da un’intesa armonica, lui tende a rispondere per primo, lei aspetta e riprende in mano il gioco: «L’approccio all’horror di questo film – dice l’attore – mi è sembrato incredibilmente originale. Ammiro molto la visione che il regista ha dell’essere umano, il suo modo di rappresentarne i difetti e le virtù, il coraggio e la vulnerabilità». Per Vikander la trasformazione in extraterrestre è stata una prova affascinante: «Resilienza, ma anche paura – spiega – sono sentimenti che tutti conosciamo, credo che dobbiamo imparare a controllare i nostri timori per non farli diventare fonti di pericolo o, magari, spinte a prendere decisioni sbagliate». In ogni momento della vita, aggiunge Fassbender, è anche importante preservare «una buona dose di umorismo, farne a meno è impossibile, per me è essenziale, far ridere qualcuno è un modo per neutralizzare l’odio».
Alicia Vikander e Michael Fassbender: horror, amore mio
I due attori, coppia nella vita e in “Hope” del coreano Na Hong-jin in concorso a Cannes. Marito e moglie nel film sono due alieni: “Lavorare fianco a fianco è…










