Secondo l’ultimo Global Debt Monitor dell’Institute of International Finance (IIF), alla fine di marzo il debito globale, pubblico e privato (aziende e famiglie), ha raggiunto 353 trilioni di dollari. Questa impennata segue il record di 348 trilioni registrato alla fine del 2025, quando il debito globale era aumentato di circa 29 trilioni di dollari. L’IIF è l’associazione internazionale delle maggiori istituzioni finanziarie (400 membri di 60 Paesi), con sede a Washington e a Pechino, che elabora analisi e ricerche riguardanti i mercati e la finanza globale.
Intitolato “Storm Clouds: Debt Markets on a Precipice” (Nuvole tempestose: i mercati del debito sull’orlo di un precipizio), il rapporto mostra che il debito globale è aumentato di oltre 4.400 miliardi di dollari solo nel primo trimestre, seguendo il ritmo di crescita più rapido dalla metà del 2025. Ciò è stato determinato dall’aumento dell’indebitamento negli Stati Uniti, in particolare da parte del governo. L’espansione fiscale di Washington ha contribuito in modo rilevante all’aumento del debito globale.
Anche la Cina ha contribuito. La netta accelerazione dei livelli di indebitamento delle imprese non finanziarie, la maggior parte delle quali sono società statali, ha superato quella del governo cinese. Cina e Stati Uniti hanno finora guidato l’accumulo di debito globale. Una tendenza che potrebbe diffondersi a causa della guerra in Medio Oriente e delle crescenti tensioni geopolitiche. Comunque, la Cina ha progressivamente ridotto le proprie partecipazioni in titoli del Tesoro statunitensi da quando il presidente Donald Trump ha lanciato la prima guerra commerciale durante il suo primo mandato.








