Roberto Saviano è sul palco del Salone del Libro e un po’ pensa anche al calcio. Intanto una buona notizia, il Napoli sta già vincendo 2-0, è quasi in Champions League. I giovani sono il tema del Salone di quest’anno. Le nuove generazioni leggono Saviano?«Dipende. C’è un pezzo di mondo giovanile che è meraviglioso agganciare perché non c’è, almeno da parte mia a 50 anni suonati, il tentativo di motteggiare, di imitarne il linguaggio. Però, per esempio, quando aggancio i più giovani sui social, soprattutto YouTube, sento che cercano un tempo più lungo di approfondimento, quasi che stanchi dell’immediatezza di social come Instagram e TikTok volessero una dilatazione della riflessione. Si vede anche qui al Salone. Hanno voglia di fare Politica?«C’è una fetta di ragazzi impegnati soprattutto sull’ecologia, come ero anche io, e un altro più riflessivo che dalla politica è molto deluso». Al referendum c’è stata una forte partecipazione.«Non si votava per un partito e questo ha fatto la differenza. Quindi attenzione all’entusiasmo, bisogna lavorare ancora molto per avere il consenso delle fasce più giovani, deluse da una politica che secondo me è senza idee. C’è stato un momento in cui l’idealità poteva bastare, ora no, serve progettualità. Prendiamo un dato per tutti: l’Italia non è solo, come ripetono le destre, la meta dell’immigrazione dal Nord Africa, dall’Italia si emigra». Perché i ragazzi se ne vanno?«È semplice, non ci sono soldi. La qualità della vita in Italia continua a essere ottima, ma ti pagano a tre mesi, a quattro, precariato assoluto, segnalazioni necessarie da parte della politica. Bertrand Russell diceva che quando c’è un raccomandato che non vale niente il sistema è sano ma quando chi è capace deve cercare una protezione, come in Italia, allora non va bene più. Ecco perché le persone vanno negli Stati Uniti, dove la qualità della vita è insopportabile però se sei abile e ti impegni lo stipendio arriva. Oggi forse è diverso ma fino a poco tempo fa non era impossibile entrare all’università americana mentre è proibitivo in quella italiana. E i partiti non ne parlano».