Corsa alla guida di Forza Italia aperta e nessun freno al dibattito interno, ovvero: "Chi si vuole candidare" al congresso del 2027 "si candidi" e "guai a mettere la mordacchia a chi vuole dare un suo contributo" perché il partito "non è una caserma". Il vicepremier e segretario di Forza Italia, Antonio Tajani, rimarca la sua visione per il presente e il futuro degli azzurri. "Gli eredi di Berlusconi sono i milioni di cittadini che votano Forza Italia - dice con un accenno neppure troppo velato alle polemiche che lo hanno descritto inviso ai figli del Cav - . Se non siamo in grado di mobilitarli commetteremmo un grande errore. Per questo i congressi servono, per spalancare le porte di Forza Italia e mettere a confronto le idee".

Ma dalla corsa alla leadership, ancora una volta, si sfila uno tra i principali accreditati, il vicesegretario e presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto: "Non cerco incarichi - ribadisce - perché ho cinque anni davanti alla Regione e voglio concludere il lavoro che ho iniziato". Con una precisazione: "Intendo continuare a svolgere un'azione di stimolo all'interno del mio partito e del centrodestra".

Il pensiero corre alla "scossa liberale" che Occhiuto ha materializzato lo scorso dicembre a Roma, durante un evento organizzato a Palazzo Grazioli, letto da molti come la nascita di una corrente, lettura però reiteratamente respinta dal presidente della Calabria. L'occasione per ribadire e mantenere le rispettive posizioni, in quella che da diversi mesi sembra una accorta e misurata partita a scacchi, è proprio un congresso, quello in Calabria, il primo di Forza Italia nella regione, dove al Palasport di Lamezia Terme il popolo azzurro si è stretto attorno ai propri leader.