La farmacia dell’istituto oncologico utilizzata come l’armadietto di casa, per prelevare medicinali e dispositivi da usare a casa oppure in visite private rigorosamente a nero. Più che il danno economico, poco più di 3.500 euro, conta quello di immagine che 12 persone (tra cui l’oncologo Vito Lorusso) avrebbero arrecato al servizio sanitario pugliese. Ed è per questo che la Corte dei conti ha condannato un infermiere barese, che aveva già patteggiato un anno e quattro mesi per peculato con cinque anni di interdizione dai pubblici uffici: l’uomo, Onofrio Costanzo, 59 anni, dovrà pagare all’Irccs di Bari 500 euro a titolo di danno di immagine.

La Procura contabile guidata dalla dottoressa Carmela de Gennaro aveva aperto un fascicolo partendo dalla notizia pubblicata su queste colonne. Cioè l’indagine su 12 persone che tra il 2019 e il 2021 si sarebbero appropriate di beni di consumo dell’ospedale: sono stati incastrati dalle telecamere che la polizia aveva installato per documentare il comportamento di Lorusso, poi arrestato in flagranza mentre intascava da un paziente il compenso in nero per una visita. Per sei degli altri a settembre 2023 scattarono interdizioni, obblighi di firma e divieti di dimora a Bari.