Ha patteggiato il pagamento di 4.240 euro, per i farmaci presi dai locali dell'Istituto oncologico Giovanni Paolo II di Bari, l'ex primario di Oncologia medica Vito Lorusso, già in carcere per peculato e concussione per aver chiesto soldi a pazienti per visite, ricoveri e per velocizzare pratiche burocratiche (per questa vicenda patteggiò una pena di cinque anni).
Il patteggiamento, già proposto in udienza preliminare ma respinto, è arrivato oggi, giovedì 25 settembre in dibattimento, Lorusso è assistito dagli avvocati Gaetano e Luca Castellaneta e dovrà anche pagare le spese legali sostenute dalla parte civile costituita, l'Oncologico, già risarcito. Nell'ambito dell'inchiesta sui farmaci rubati dalla struttura già sette tra infermieri e operatori sanitari avevano patteggiato pene da un anno e quattro mesi a due anni di reclusione.
Lorusso è attualmente a processo a dibattimento nell'ambito dell'inchiesta della Dda di Bari Codice Interno, sui legami tra mafia, politica e imprenditoria. Per l'accusa, avrebbe avuto un ruolo nella raccolta di voti dalla criminalità organizzata in favore della figlia, Maria Carmen, per le elezioni amministrative di Bari del 2019. Maria Carmen Lorusso, anche lei a processo a dibattimento, fu poi eletta in una lista di centrodestra.








