Dovrà risarcire l’istituto oncologico Giovanni Paolo II di Bari con mezzo milione di euro, Vito Lorusso, primario oggi in pensione, che sta scontando in carcere la pena di cinque anni per concussione e peculato. La Corte dei conti lo ha ritenuto responsabile del danno erariale, che era stato contestato dal sostituto procuratore generale Pierlorenzo Campa con il visto del procuratore regionale Carmela de Gennaro. Si tratta di 165mila euro di danno patrimoniale, determinato dal fatto che l’azienda sanitaria pagò per cinque anni l’esclusiva a un professionista che non rispettava l’intramoenia. E 330mila euro di danno d’immagine, visto che dopo l’arresto di Lorusso la storia dei soldi chiesti ai malati di cancro per velocizzare visite ed esami finì su tutti i media, locali e nazionali.

La condanna è pesante ma potrebbe non essere l’ultimo guaio per il medico, finito sotto processo anche con l’accusa di voto di scambio politico-mafioso, per aver messo la propria professionalità a servizio della campagna elettorale della figlia Maria Carmen, moglie di Giacomo Olivieri, che nel 2019 sarebbe stata eletta al Consiglio comunale di Bari anche grazie ai voti dei clan.

Voto di scambio politico mafioso a Bari, nel processo le chat di Olivieri e Vito Lorusso con alcuni esponenti dei clan