CANNES – Con Paper tiger – in concorso – James Gray torna all’ambientazione di Little Odessa e I padroni della notte. Siamo di nuovo nella New York periferica della sua adolescenza, a metà degli anni Ottanta, con due fratelli interpretati da Adam Driver e Miles Teller che vorrebbero fare un po’ di soldi ma finiscono nel mirino di un boss della mafia russa.

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Le tigri di carta sono i mafiosi russi che hanno rimpiazzato Cosa nostra a New York e ora gestiscono il sistema di smaltimento dei rifiuti nel canale e i lavori nella zona portuale. Quando due fratelli, un ex poliziotto (Driver) e un ingegnere (Teller), tentano di realizzare il proprio sogno americano finiscono per pestargli i piedi. “Faccio film che penso siano importanti per me quindi inevitabilmente personali – ha detto incontrando la stampa il regista, americano di origine ucraina cresciuto nel Queens – probabilmente faccio sempre lo stesso film che per me è qualcosa di molto positivo. Più che maturare invecchio. Non credo ai generi cinematografici, racconto il mondo in cui sono cresciuto. Il mio cinema non è quello di Coppola o Scorsese, è un dramma familiare perché è quello che ho vissuto io, direttamente o indirettamente. A parte la fantascienza (Ad astra, 2019 ndr) non penso di fare un cinema di genere, voglio solo raccontare come sono cresciuto a New York”.